Credo che la situazione attuale della gestione covid-19 si possa tranquillamente definirla alquanto ambigua. Per diverso tempo ho avuto reazioni di sdegno e disappunto verso chi disattendeva le regole imposte dai vari Dpcm, ma oggi, sinceramente, sto notando tantissime discrepanze su ciò che prevedono i suddetti decreti e su ciò che è logicamente e moralmente giusto fare, che mi stanno portando a ricredermi sulla accuratezza dei provvedimenti stessi.
Le interdizioni pubbliche su fasce orarie e su numeri "ad
catzum" difficilmente riesco a decifrarle, perché posso capire che in
tarda serata vi sia il rischio di assembramenti da parte dei più giovani ma non
riesco a capire perché sui mezzi pubblici, zone di mercato all'aperto, centri
commerciali, centri sociali o di prima accoglienza tutto questo rischio non
venga considerato.
Perché nelle scuole deve essere utilizzato un protocollo di
prevenzione e sanificazione molto rigido ma negli ambienti amministrativi (es.
uffici pubblici) tutto questo non debba avvenire?
Perché ovunque puoi toccare di tutto, basta che tu abbia
sanificato le mani, ma nelle scuole i bimbi devono stare immobili x 5 ore al
loro posto senza chiedere nulla in prestito dai compagni?
Quando vedi scene di rivolta come quelle di Napoli ti arrabbi,
sì, ma allo stesso tempo ti domandi quanta gente disperata c'è in giro che non
può più andare avanti cosi.
Non ho nulla a che vedere con il complottismo negazionista che
imperversa ovunque, ma semplicemente chiedo che ciò che deve essere fatto per
il bene comune venga fatto con serietà, accuratezza e, soprattutto, con equità.
Questa non è vita, e andare avanti in queste condizioni ci
porterà soltanto all'esasperazione e all'anarchia assoluta.
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