lunedì 4 ottobre 2021

ASSURDE CONSIDERAZIONI NOVAX

Contagioso è un termine improprio. Oggi dobbiamo parlare di soggetti positivi ad un test molecolare, dove alcuni positivi contagiano ed altri no. Positivo non vuol dire essere ammalato! Questi termini la gente deve comprenderli bene.

Trovare un positivo dopo tanti cicli di amplificazione fatti con la tecnica della PCR (polimeri chain reaction) in laboratorio, estraendo la materia presente nel tampone e amplificandola milioni di volte, vuol dire che si ha un po’ di acido nucleico del virus, ma non è detto che quell’acido nucleico rappresenti una particella virale infettante. Potrebbe trattarsi di un virus morto ma questo non significa che possa essere in grado di infettare.

Secondo autorevoli studi, su campioni analizzati in vitro, sappiamo che l’infezione è possibile quando su un campione clinico vengono trovati almeno un milione di genomi equivalenti. Oggi non esistono tests che dosino con precisione la carica virale del covid-19, così come lo abbiamo per l’epatite c, l’epatite b o il citomegalo, perché non abbiamo ancora un farmaco (che invece abbiamo per i virus citati) che riesca ad azzerare o a ridurre al minimo la concentrazione virale.

Se una persona è asintomatica lo si può sapere soltanto con uno screening o durante il tracciamento dei diretti contatti, sempre a mezzo tampone.

Chi è asintomatico non può sapere se è positivo al virus se non con il test. Quindi positivo al test non significa essere ammalato e, spesso, non vuol dire neanche essere contagioso, soprattutto se si hanno valori bassi di genomi equivalenti (ossia scarsa concentrazione virale).

È importante seguire la catena di contagio ma, oggi, col 95% di positivi asintomatici che senso ha seguirli e rintracciarli? E con quale scopo? Tentare forse di azzerare il contagio?

Dal punto di vista razionale è un non senso, dal punto di vista medico scientifico non è perseguibile e tantomeno giustificabile. Aveva molto senso farlo all’inizio della pandemia, per rintracciare subito ed estinguere sul nascere i focolai. Così hanno fatto in Cina e Corea del Sud, che in 100 giorni hanno visto il contagio azzerarsi e oggi si preoccupano che il virus non gli arrivi dall’esterno.

Gli studi fatti sulla circolazione del virus ci dicono che la letalità oscilla tra lo 0,3 e lo 0,7%, quindi è relativamente bassa. Molto più bassa di altre malattie infettive e persino più bassa degli incidenti stradali, delle patologie respiratorie causate da nano-polveri, il che ci dovrebbe far dire: “non moriremo tutti”, come qualcuno evocava! Questo virus non è la “spagnola”, che nel 1918 ha fatto quasi 100.000 morti (considerato che allora non avevamo la penicillina, il cortisone, gli antibiotici, l’eparina, e neanche rianimazioni e terapie intensive).

La sua letalità è, quindi, relativamente bassa se consideriamo che quella della Sars è stata pari al 10% e quella del Mers al 37%, e stiamo parlando di due coronavirus che si sono estinti nell’arco di un solo anno.

Quindi, si parla di ordini di grandezza superiori, e questo dovrebbe bastare per rasserenarci ma invece questa info-demia (un’informazione diventata pandemica), questa paura del contagio, e quindi della morte, è diventata virulenta e contagiosa più del virus stesso.

Si è perso il buon senso, la ragionevolezza, la capacità critica di valutare i dati per quello che sono.

Siamo i detentori mondiali del record di letalità legata al coronavirus, proprio perché all’inizio abbiamo ricoverato tutti e abbiamo fatto passare tutti gli infettati per i pronto soccorso, dove non si era preparati e sufficientemente attrezzati (anche di dispositivi di protezione individuali).

In Inghilterra, inizialmente, hanno visto cosa accadeva da noi in Italia (soprattutto chi era a morire) e, grazie a questo, hanno fatto una campagna di protezione verso le persone più anziane, lasciando che il virus circolasse liberamente nella popolazione con un sistema immunitario più forte e reattivo (bambini, ragazzi e under 50).

Il processo di contagio “vivum fluidum” è l’unico a garantire una immunizzazione naturalmente, non c’è alternativa migliore.

La paura è virale, il raziocinio ed il buon senso non sono virali, in quanto non contagiano. È virtù di pochi riuscire a comprenderlo perché è difficile rendersene conto quando siamo sommersi da una informazione distorta e martellante.

Quindi, è appurato che la mortalità è molto bassa ed il 90% di essa si manifesta su soggetti ultra-ottantenni e con diverse patologie (respiratorie, cardiovascolari e metaboliche).

Sappiamo tutti che invecchiando siamo più soggetti a rischio di altero-sclerosi, poiché dove si forma una placca c’è un’infiammazione, ed è lì che il virus attecchisce di più e replica meglio.

Perché i bambini ed i giovani non si ammalano (con sintomatologia grave)? Perché sono belli sani e il loro sistema immunitario è ai massimi dell’efficienza!

Questa confusione mediatica, questa esagerazione, questa frenesia, questa perdita della ragione, questa continua descrizione di pestilenza, ……  questa non è la peste!!!

L’acclamazione di sedicenti virologi, di pseudo virologi, di para virologi, poiché i giornalisti li hanno etichettati come tali, non è accettabile. Comunicano tutti, pur non avendo le dovute competenze. Abbiamo l’esperto ad ogni trasmissione. Negli altri paesi, quasi sempre, è solo una persona altamente competente a parlare qui in Italia parlano tutti, dagli pseudo virologi agli epidemiologi, dagli igienisti agli entomologi, tranne i veri virologi.

Oggi, il 90% di chi appare in tv o nei giornali non ha mai pubblicato un lavoro scientifico nel campo della virologia, e quindi non dovrebbe godere dell’appellativo di virologo.

Quelli che avrebbero tutte le dovute competenze per esporre pareri scientifici in materia di virologia (poiché studiano i virus, come questi replicano, che struttura hanno, con che meccanismi causano la malattia, come si possono individuare dei farmaci sulla base di questi meccanismi, come è collegato il contagio con l’origine del virus, ossia trovare il corrispettivo in un animale), ecco… quelli sono i veri virologi, che non vedremo mai intervenire nei talk-show, nei TG e negli spettacoli in prima serata, poiché per via della loro importante credibilità internazionale sono impegnati quotidianamente a studiare e risolvere la situazione.

 

Or dunque, se pensate che tutta questa reprimenda sia farina del mio sacco (pur, io,  condividendola appieno) vi sbagliate di grosso! Ho volutamente non virgolettare il tutto per far si che non pensaste alla riproposizione del pensiero di qualcun altro. Un piccolo inganno, insomma!

Tutto quanto su scritto sono, invece, dichiarazioni rilasciate ad una tv locale, nell’ottobre del 2020, dal Dott. Prof. Giorgio Palù (di cui ho già pubblicato tempo fa un video).

Per chi ancora non lo sapesse, il soggetto in questione è il n. 1 della virologia italiana ed europea, con un H-Index pari a 62 (centinaia e centinaia di pubblicazioni in riviste scientifiche e migliaia di citazioni su studi nel campo della virologia), quindi una assoluta eminenza. Direttore dell’Università degli Studi di Padova, Fondatore della Associazione Italiana della Virologia e Presidente di quella Europea (dove al suo interno vi sono diversi Premi Nobel per la medicina), da fine Dicembre 2020 è stato nominato Presidente dell’AIFA (Associazione Italiana del Farmaco), rinnegando poco tempo dopo, con le sue nuove prese di posizione diametralmente opposte, tutto ciò che aveva dichiarato sulla pseudo-pandemia nell’intervista di cui sopra.

Non credo si tratti di un caso di “PECUNIA NON OLET”, quanto più di un aberrante caso di promozione “PARA-CULI”, con tanto di “RICHIAMO ALL’ORDINE”, prima che l’esimio professore potesse arrivare a diventare una mina vagante.

Ma si sa, siamo ignoranti, brutti, sporchi e cattivi, e queste sono solo fandonie vomitate per giustificare le teorie complottiste che (guarda caso, poco alla volta) sta venendo fuori non essere poi così tanto teorie; vedi la quasi acclarata origine artificiale del virus (il pangolino-pipistrellato si è estinto), vedi la dubbia contaminazione da aerosol (lo ha affermato uno della “Scienzah”, grazie ai suoi test), vedi chi diceva che la tanto decantata immunità di gregge fosse raggiungibile solo col siero magico (non si avrà mai, poiché la copertura anticorpale di una dose è stata ridimensionata a 4/5 mesi, addirittura inferiore di chi ha superato l’infezione), vedi il senso di responsabilità dei più giovani verso gli anziani e i più deboli (ora questi ultimi son tutti inoculati, perché inoculare i bambini e i ragazzi?), vedi la trasmissibilità e anche la contagiosità da inoculati (si, ma non vai all’ospedale e non muori…….dicono!), vedi la controversa accettazione della somministrazione sperimentale (prima era blasfemia, perché “è sicuro” dicevano faizzer, mo-terna, astrazecca e baby shampo), vedi le sempre più crescenti reazioni avverse da siero magico (ma non c’è ancora nessuna correlazione, nonostante le migliaia di casi in più, rispetto alla media, di malore improvviso da inizio anno), vedi le terapie domiciliari precoci che finalmente vengono raccontate in tv, vedi le prese di posizione più caute delle “virostar” e dei loro accomodanti “tele-sciaccquini”, vedi i test rapidi che prima non erano affidabili ed ora si, vedi le incostituzionali e contraddittorie restrizioni per chi non ha il “lasciapassare verde” come alcuni esimi insegnanti che, guarda caso ancora, non possono più esercitare dopo anni di onorata carriera (ma sono tutti dei rincoglioniti, dai!). E quante cose ancora ci saranno da vedere..….., vedrete!

Chi, oggi, non riesce ad accorgersi di tutte quelle giravolte che si sono verificate, tra i cosiddetti appartenenti alla “Scienzah”, non credo potrà mai capire che la sua esistenza verrà sistematicamente vincolata alla ormai sdoganata libertà vigilata, con tanto di carta fedeltà (come al supermercato), per digerirla meglio e poter passare così all’imposizione successiva.

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