lunedì 1 dicembre 2008

Beslan, una ferita ancora aperta

1° Settembre 2004.
Una di quelle classiche mattine lavorative in cui ti svegli e inizi a pensare che: oggi è il primo del mese, devo ricordarmi del compleanno di qualche nipote, di qualche bolletta da pagare e rivedere un po di cosette sul lavoro. Poi accendo la TV e sento che in una regione della Russia chiamata Ossezia (ai più sconosciuta), e precisamente a Beslan, c'è qualcosa che proprio non va. 1200 persone (il 75% sono bambini tra i 2 e 15 anni) tenute in ostaggio, all'interno della palestra di una scuola elementare, da un gruppo di una trentina di bestie (perchè non meritano di essere considerate persone) separatiste cecene. Cominci a pensare: beh stavolta la faccenda è seria! Secondo le prime indiscrezioni non sembra il classico sequestro, visto l'elevato numero di persone coinvolte e sulle quali non è facile mantenere il controllo da parte dei sequestratori.

3 Settembre 2004
Quando dopo due giorni inizio a capirci un po di più, soprattutto sulla non casualità della vicenda, il cronista del TG omunica che all'interno della scuola le bestie hanno installato dell'esplosivo. Porca miseria a cosa staranno puntando? Pensano prorio di voler convincere così i Russi della loro drammatica situazione in patria? O hanno già pianificato un estremo atto scellerato di vendetta?
Purtroppo 72 ore dopo la seconda ipotesi viene confermata. Inizia l'inferno e la mattanza di centinaia di persone, che fino a 3 giorni prima non pensavano ad altro che ai preparativi per l'inaugurazione del primo giorno scolastico dell'anno 2004/2005.

Ancora oggi mi domando: come si può pensare ad un Dio misericordioso, se tutto ciò che di più caro hai al mondo svanisce senza un vero perchè? Come si può pensare ad un Dio misericordioso, se quei bambini, pur non essendo macchiati di alcun peccato, hanno dovuto pagare per colpa di chi di peccati ne ha l'anima piena?
E' giusto tutto ciò? Esiste qualcuno che potrà mai consolare quelle giovani madri? Sara mai Dio a riuscirci? E se sarà così, cosa prometterà loro, di farglieli reincontrare un giorno nel regno dei cieli? Sarà mai consolatorio questo?
Una volta si sentiva dire che l'Ira di Dio un giorno avrebbe punito tutti coloro che non meritano di vivere un secondo di più sulla terra promessa. Beh, se questa è la terra promessa, allora perchè coloro che non la meritano continuano a sfruttarne la sua ospitalità e chi invece avrebbe potuto meritarla non ha avuto la possibilità di goderla a fondo?
Si avvicina il Natale e tutti iniziamo a pensare a come preparare il cenone, a quali doni regalare alle persone care, a come festeggiare la fine dell'anno.
Proviamo anche a pensare che molta di quella gente, rimasta indenne da quella immane disgrazia, tutto ciò non lo riesce più a fare da qualche anno e che, ora più che mai, si sente abbandonata da tutto e da tutti. Proviamo veramente anche solo a pensarlo e forse potremo aiutare molti a non ricordare ciò che veramente hanno perso.

1200 ostaggi, 394 persone uccise (208 adulti e 186 bambini). Nessuno ha il dovere di dimenticare, tantomeno chi questa tragedia non l'ha vissuta.