domenica 20 dicembre 2009

Il dolore più atroce al mondo.

Sorridi che la vita ti sorride! Il prossimo che si azzarda a dirlo giuro che non gli proferirò mai più parola. 24 anni, solo 24 anni, un'inezia per un ragazzo come Fabio. Era solo all'inizio di una splendida avventura chiamata felicità. L'ha assaporata per pochi mesi, purtroppo, neanche il tempo di accorgersi che in questo schifo di esistenza tutto può peggiorare in un batter d'occhio, proprio quello che in una piovosa giornata invernale lo ha allontanato per sempre da tutti noi. Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai propri figli. Come può un genitore sopportare la perdita di un figlio al quale ha dedicato i propri sacrifici e sul quale ha puntato decisamente tutta una vita. Una giovane moglie che ancora deve svegliarsi da un incubo che non pensava mai di dover vivere, specialmente dopo appena tre mesi di nozze alle spalle. Che dolore assurdo, che sconforto indescrivibile si sta vivendo in casa di un angelo vissuto in terra ed ora migrato altrove. Ogni notte da quel maledetto 11 Dicembre penso e ripenso, tra le lacrime, al perchè di tutto ciò. Che male avrà mai fatto la nostra famiglia per meritare così tanta sofferenza? Le tante perdite avute in questi ultimi anni, l'ultima quella di Papà nel Marzo 2006 , avrebbero dovuto, secondo dicerie popolari, rafforzare il carattere delle persone interessate. Beh non credo sia proprio così. Quale consolazione si potrebbe avere per lenire i continui dolori nell'anima di chi non potrà più condividere le proprie gioie e gli importanti traguardi della vita con le persone che ha perso? Non credo ce ne sia una, tantomeno nella fede di chi professa miglior vita nell'aldilà. Il mio dolce nipote non c'è più ed è difficile per me pensare ad una vita migliore senza di lui. Mi sembra ieri quando appena nato da una settimana, la sera di capodanno per l'esattezza, per non farlo piangere (poichè aveva paura dei botti) lo cullavo in carrozzina nel soggiorno di casa mia. Era una sensazione bellissima che porterò sempre con me. Una immensa indecisione ora grava sulle mie spalle pensando alle future nozze che dovrò affrontare.
Non so che fare, non so proprio come fare. Non riesco lontanamente a pensare come organizzare il tutto sapendo che mia sorella, il marito e la giovane Angela stanno vivendo il dramma più grande della loro vita.

Il tempo, forse mi aiuterà.

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