Cosa ci piomberà in testa da qui a qualche anno o, addirittura, qualche mese? In quale futuro possiamo sperare, ammesso che non ce ne venga negata anche l'immaginazione?
Sono interrogativi che oramai tempestano le menti di chi quotidianamente cerca delle risposte e che coloro i quali sono deputati a farlo, purtroppo, offrono soltanto garanzie di "inaffidabilità".
Qualcuno diceva "il potere logora chi non ce l'ha"! Chi, in questo momento, è al limite del logorio è il popolo italiano. Il popolo contadino, operaio e pensionato (con un reddito inFAME) che è obiettivo e vittima di continui soprusi.
La democrazia, intesa come tale, è ormai diventata sinonimo di utopia. Le masse, succubi del potere, vengono sistematicamente veicolate (grazie alla quasi totalità dei media) ad una idea di democrazia che rasenta il limite della illiberalità, più comunemente chiamata dittatura. Non si è più liberi di nulla, sia nelle proprie scelte che nelle proprie volontà, tutto è architettato e pilotato da chi ha in mano il potere.
Il semplice fatto di non poter scegliere personalmente a chi affidare il proprio futuro è di per se sinonimo di dittatura (leggasi democrazia mascherata). Non da oggi, purtroppo, chi ha poteri decisionali a livello istituzionale (e non) è colluso in parte o in toto con il malaffare, il quale non ha più bisogno di sporcarsi le mani direttamente, poiché ha chi lo fa per volere elettorale. Eh già! Quella volontà (di questo o quello schieramento politico) da non confondere con la volontà degli elettori poiché i vari "onorevoli eletti" cicciano fuori, dopo una tornata elettorale, spesso da perfetti sconosciuti o quasi.
Mostrarsi fiduciosi oggi, verso il prossimo futuro, può essere interpretato come un segnale positivo. Spesso capita di sentir dire "alla fine del tunnel c'è sempre la luce". Penso si possa aggiungere anche che si può vedere la luce quando fuori è ancora giorno, ma quando fuori continua a regnare il buio è molto difficile delineare gli orizzonti. Sembra una metafora buttata li ma, se si legge tra le righe, si può scorgere una certa affinità con i tempi che stiamo vivendo. Chi vorrebbe mai percorrere un tunnel dove non si scorge la via d'uscita? E, per lo più, senza una guida che ti indichi come trovarla?
Tutto è così opaco e tetro (per non dire surreale) che qualsiasi decisione si cerchi di prendere risulterebbe un'impresa titanica, specialmente per le conseguenze che si potrebbero scatenare.
La teoria (sistematicamente seguita dalla pratica) del profitto e dello sfruttamento a tutti i costi ha praticamente condizionato la vita di ogni singolo essere umano del cosiddetto "mondo civilizzato". - Multinazionali (finte benefattrici) che si spartiscono le ricchezze del pianeta lasciando le briciole alle popolazioni, specialmente quelle autoctone, costrette a condizioni di vita paragonabili a quelle dei lombrichi, - lobby del potere che prima ammaliano e poi svuotano di ogni libertà e dignità i popoli che, pur conducendo una vita "quasi normale", raramente si accorgono di non essere più in condizioni di poter reclamare i propri diritti. Questi due punti indicano come, dalla rivoluzione industriale ad oggi, si sia intrapreso un percorso quasi irreversibile o quanto meno molto difficile, se non impossibile, da riequilibrare.
Mettere al mondo un figlio, oggi, è quasi da incosciente, considerato le tantissime difficoltà che in eredità gli stiamo per consegnare.
Per quel che mi riguarda, visto il prossimo genito in arrivo, cercherò di fare in modo che almeno i miei valori possano essere recepiti dai miei figli con saggezza, e che un giorno loro stessi possano dire: "grazie all'aiuto dei miei genitori ho avuto la possibilità di affrontare i problemi a testa alta, riuscendo sempre a cavarmela".

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