mercoledì 21 novembre 2018

Siamo fuori dal meteo....


La tropicalizzazione del Mediterraneo è oramai un triste dato di fatto. La cruenza con cui alcuni eventi meteorologici si manifestano con una certa frequenza deve farci riflettere. Facciamo ancora in tempo ad invertire questa tendenza? Io credo proprio di no! Per quanto abbiamo fatto, e ancora continuiamo a fare, al nostro fragile ecosistema in così breve tempo (se consideriamo l'età biologica del nostro pianeta) sarà difficilissimo rimediare o soltanto provarci. Il punto di non ritorno, secondo me, è stato già superato e far finta di provare a metterci delle pezze (con approssimativi e sterili accordi internazionali) non risolverà un granché. Tornado mai visti alle nostre latitudini, tempeste di vento flagellanti, mareggiate devastanti e piogge torrenziali, che si manifestano in piccoli lassi di tempo, sono il segno evidente del nostro egoismo.

Chi provoca un rogo tossico e chi lo ha visto senza denunciare hanno pari responsabilità.
Chi abbandona rifiuti in luoghi non idonei per legge o chi, pur avendo la possibilità di farlo, non si degna di differenziarli hanno pari responsabilità.
Chi è responsabile dello sversamento nei corsi d'acqua di prodotti nocivi per la salute pubblica e chi, dopo aver notato il fatto, non si degna di segnalarlo alle autorità competenti per la tutela del territorio e della salute hanno pari responsabilità.
Chi si lamenta dello smog in città e poi al suo interno vi circola con il suo bel suv ( magari accendendolo mezz'ora prima di partire, sgasando a ripetizione per riscaldare l'abitacolo, quando fa freddo) ha il 70% delle responsabilità su ciò per cui si lamenta.
Ecco..., il nostro atteggiamento quotidiano è il maggior responsabile di tutto ciò che ci accade intorno, e chi si lamenta sempre senza farsi prima un esame di coscienza, merita sicuramente di subirne le conseguenze.
L'industria energetica, in questi giorni, sta facendo gli scongiuri perché non si abbandoni l'idea di costruire nuovi termovalorizzatori (inceneritori ormai è diventata una parolaccia) e tutti i media a ripetere "pappagallescamente" che sono la risposta migliore per lo smaltimento dei rifiuti, raccontandoci la favoletta dei miracolosi impianti ad emissioni zero (o quasi). Non facciamoci infinocchiare!!!
L'apocalittica situazione oncologica del bresciano, dove la maggior parte dei casi di cancro sono dovuti alla presenza di diossina nel sangue (e chissà chi è il maggior produttore di diossina a Brescia e provincia?), dovrebbe farci riflettere profondamente.

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